Consiglio comunale a Desenzano: la minoranza abbandona l'aula

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Articolo pubblicato il 26/07/2017 alle ore 12:47.
Consiglio comunale a Desenzano: la minoranza abbandona l'aula 4
Consiglio comunale a Desenzano: la minoranza abbandona l'aula 4

Martedì sera di fuoco a Desenzano in consiglio comunale. Accuse al vetriolo e opposizioni che abbandonano l'aula. 

Dopo la prima seduta formale del 5 luglio - seduta che di fatto si è limitata ad ufficializzare i ruoli di consiglieri e assessori -, quella di ieri, 26 luglio, ha toccato momenti di alta tensione fra maggioranza e opposizione. 

Durante il primo intervento il presidente del consiglio comunale Rino Polloni ha impegnato l'aula per diversi minuti rispondendo alle accuse di Maurizio Maffi (Pd), accuse di qualche settimana fa, circa il corretto modo di indossare la fascia tricolore. Durante l'esposizione, fatta attraverso l'uso del proiettore, Polloi ha mostrato diversi fotogrammi di politici di centro sinistra intenti ad indossare la fascia "al contrario", sostenendo che dal 1997 non esista più l'obbligo di portarla alla spalla destra. 

Ma il momento di vera tensione si è toccato sul tema sicurezza. Su iniziativa della maggioranza è stato integrato il decreto Minniti al regolamento di Polizia Urbana, decreto che prevede fra i vari articoli il così detto "Daspo Urbano", ovvero la possibilità di allontanare dai luoghi simbolo dei centri urbani fino a sei mesi soggetti che "ledano la sicurezza e il decoro della città". 

Le opposizioni hanno accusato di avere presentato l'articolo senza esser passati dalle commissioni, come consuetudine vorrebbe, di fatto applicando solo l'art.9 del decreto Minniti (il Daspo urbano), la parte repressiva, senza discutere di tutti gli altri articoli che prevedono norme di inclusione e di costruzione di progetti sociali. I consiglieri di minoranza, inoltre, hanno accusato la giunta di aver preso questa decisione con troppa fretta, impegnandosi principalmente a promuoversi a mezzo stampa prima di un vero e proprio confronto con gli organi previsti. 

La maggioranza, per mezzo delle parole di Guido Malinverno e Paolo Formentini, hanno ribadito che nelle volontà del legislatore il decreto Minniti deve passare dal consiglio comunale. La necessità di votarlo con una certa urgenza è nata dal periodo di grande flusso a Desenzano e dalla volontà di garantire alla Polizia Locale uno strumento in più per garantire sicurezza. 

Dopo un acceso scambio di opinioni la situazione è velocemente precipitata. Maffi ha parlato di "discorso confuso" del sindaco, provocando la reazione del presidente del consiglio che ha chiesto maggiore rispetto. Malinverno ha accusato Maffi di averlo minacciato e aver tentato un'aggressione in passato, portando i nomi dei testimoni e promettendo provvedimenti "nelle opportune sedi". Sentitosi accusato Maffi ha chiesto la parola pur avendo finito gli interventi a sua disposizione ma chiedendo un intervento per "fatti personali", ovvero per rispondere ad un'accusa diretta. Polloni ha negato questa possibilità suscitando la contrarietà del gruppo di centro sinistra e di Parolini che per protesta ha abbandonato l'aula. In linea con la maggioranza Spiller (5 stelle) che non solo non abbandona l'aula ma vota a favore dell'integrazione al regolamento di fatto allineandosi alla giunta. Lo stesso Spiller spiega le motivazioni: "Nel discorso di insediamento ho annunciato che sarei stato lontano dalla battaglia fra cdx e csx. Sulla base di questo ieri ho scelto di rimanere in aula per poter partecipare alla votazione e al dibattito lasciando a loro gli scontri personali e le vendette incrociate. e. Ci tengo a precisare che non esiste alcun accordo e non si condividono linee a prescindere ma solo caso per caso nei termini della questione in esame, tanté che al punto successivo ho votato contro per precisi motivi che ho esposto". 

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