Costretto sulla carrozzina. Punta a Tokyo 2020

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Articolo pubblicato il 02/07/2017 alle ore 08:11.
Costretto sulla carrozzina. Punta a Tokyo 2020 4
Costretto sulla carrozzina. Punta a Tokyo 2020 4


 Lo sport al giorno d’oggi ci regala storie di atleti pluripremiati e soprattutto pluripagati, stiamo assistendo alla trasformazione dello sport da collante e strumento di aggregazione in grado di infondere nobili valori, a mercato nel quale gli sportivi vengono scambiati come figurine. Ma non tutto è perso: scavando in profondità è possibile trovare storie piacevolmente sorprendenti che riaccendono la speranza nei confronti dello sport e della vita, questo è il caso di Silviu Culea quarantenne nativo di Tulcea (Romania) da anni residente a Calcinato in provincia di Brescia e da poco più di un anno atleta presso la Società Canottieri Garda Salò. Nel 1995, all’età di 22 anni la svolta: «Avevo deciso di cambiare vita, così mi sono trasferito da solo in Italia in cerca di fortuna.

A distanza di solo un anno – ha poi continuato – ho avuto un incidente sul lavoro, la diagnosi parlava chiaro, trauma midollare. La mia vita da allora è legata alla sedia a rotelle». Un momento certo non facile ma Silviu non si è perso d’animo riuscendo a trasformare la grande ambizione che lo ha portato in Italia in cerca di una vita migliore, in forza necessaria a dominare lo stato di disabilità agli arti inferiori. «Lo sport è stato la mia salvezza. Ho subito iniziato a giocare a basket in carrozzina – ha spiegato – uno sport che ho conosciuto per caso e che mi è subito piaciuto. La grande passione – ha poi continuato – mi ha portato a divenire Capitano della Padova Millenium Basket (squadra di Serie A1) e, per pochissimo, ho mancato la convocazione in nazionale per le Paralimpiadi di Londra 2012». Fallito questo obbiettivo e anche per via dell’impegno, divenuto troppo pesante, del doversi recare frequentemente a Padova, Silviu abbandona il basket. Nella sua vita fa capolino il tennis: «Ho sempre giocato a tennis durante l’estate come hobby – ha spiegato – dal 2013, non giocando più a basket, ho deciso di investire lì tutte le mie energie».

Ad iniziarlo al tennis l’associazione «Active Sport» di Brescia che si propone di divulgare un modello di vita attiva per le persone diversamente abili, passando poi per il Tennis Club «Il Mezzodì» di Gussago in provincia di Brescia, sino al Tennis Salò Canottieri: «Qui ho potuto trovare uno staff molto competente a mia disposizione – ha dichiarato Culea –  dai preparatori atletici, al mental coach sino al medico nutrizionista. Per non parlare degli allenatori Alberto Paris, Elisa Belleri, Vincenzo Rastelli ed Enrico Cingia».
Numero uno del ranking italiano Culea, nei recenti Campionati Italiani di Tennis in Carrozzina di Bassano del Grappa, ha conquistato due titoli di weelchair tennis nel doppio 63 -62 -63 contro Ivan Tratter e nel singolo 63 -46-63. «Sono molto soddisfatto – ha dichiarato Silviu – tuttavia non lo voglio considerare un punto d’arrivo, bensì un punto di partenza, uno slancio che mi proietterà verso nuovi traguardi». Tra questi le Paralimpiadi di Tokyo 2020: «A tal fine – ha dichiarato l’allenatore Paris – è in corso un progetto quadriennale in collaborazione con la Federazione Italiana Tennis, che accompagnerà l’atleta Silviu Culea sino all’importante e prestigioso appuntamento sportivo delle Paralimpiadi di Tokyo 2020».