Dalla Longa, la promessa del basket desenzanese

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Articolo pubblicato il 19/09/2017 alle ore 13:06.
Dalla Longa, la promessa del basket desenzanese 4
Dalla Longa, la promessa del basket desenzanese 4

Dal vivaio della Virtus Desenzano è nata una giovane stella che nonostante i pochissimi anni di basket giocato, è riuscito a farsi notare come uno dei playmaker più promettenti del proprio territorio: Marco Dalla Longa, classe 2000, è riuscito a farsi spazio tra le giovanili della Brescia Leonessa venendo aggregato in fase di preparazione con la formazione di Serie A. Marco racconta della propria prima esperienza con il professionismo e del passato nella casacca della Virtus.
Qual è stata la tua esperienza nella Virtus Desenzano prima di passare a Brescia?
«Ormai sono un paio di anni che gioco qui, ma alla Virtus Desenzano ho fatto tutti i campionati giovanili. Prima di avere questa opportunità di giocare a Brescia, con la Virtus ho sempre avuto un buon rapporto: è la società che mi ha fatto crescere, e anche se non ci ho giocato per molte stagioni, perchè ho iniziato solamente 8 anni fa in questo sport, mi sono sempre trovato bene. Poi io ho voluto continuare il mio sogno di giocare a pallacanestro e piano piano sto lavorando per cercare di costruire e migliorarmi quanto posso».
Come è arrivata la decisione di passare al Brescia?
«In realtà avevo ricevuto qualche offera già prima trasferirmi al Brescia ma i miei genitori, che tengono molto al fatto che io abbia un’ istruzione, hanno aspettato ad accettare fino a che io fossi più cresciuto. L’impegno sportivo era grande e mi avrebbe distolto dallo studio, e per questo poi sono andato alla Leonessa solo l’anno scorso».
C’è qualcuno della Virtus Desenzano a cui sei più affezionato?
«Tutte le persone della Virtus mi sono state molto vicine quando ma la persona che mi ha aiutato maggiormente e mi ha dato più stimoli è stato sicuramente Stefano Deanesi. Tra tutti gli allenatori che erano molto bravi, lui era il più competente, quello che mi ha fatto capire cosa sia la pallacanestro, mi ha avvicinato di più al gioco forse perchè era la persona che è stata più vicina al mondo del professionismo. Con la Virtus ho sempre avuto un buon rapporto tanto che oggi i miei fratelli giocano li, ma devo ringraziare questa mia società perchè è stata il mio trampolino di lancio».
Sei anche un tifoso della Leonessa: quali sono i giocatori che ti hanno impressionato maggiormente dal vivo.
«Se devo essere sincero, all'inizio quando ero più piccolo, magari tifavo Milano perchè era la squadra che vinceva. Non capivo bene, ma poi successivamente ho compreso qualcosa in più e mi sono affezionato Brescia. Allenarsi a Brescia all’inizio facendo i primi esercizi non ti accorgi e non senti l'impatto con i professionisti: poi con la partitella finale oppure in un paio di amichevoli sono rimasto impressionato dal livello della tecnica e della fisicità di questi giocatori. Mi sono confrontato con queste persone e alcuni sono atleti che hanno vinto trofei importanti nelle loro squadre, ma quello che mi ha impressionato maggiormente è stato Marcus Landry: offensivamente un gradino sopra agli altri. Poi negli ultimi giorni si sono uniti alla squadra Vitali e Moss, che sono grandi atleti, in generale tutti sono molto forti, ma se devo dare un’opinione personale: pensavo ti snobbassero, non ti considerassero molto, e invece ti aiutano ti correggono e ti consigliano».

 

Da Gardaweek dell'8 settembre 2017

di Giuseppe Bruschi

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