Denunciati per truffa e contraffazione

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Articolo pubblicato il 23/05/2017 alle ore 15:30.
Denunciati per truffa e contraffazione 2
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Denunciati per truffa e contraffazione 6
Denunciati per truffa e contraffazione 6

Chamele n.5”, “Acqua di Ciq”, “Dance e Gabriel”, “Pquisom”, “Hogo Boos”:  frutto della fervida fantasia di una banda di pregiudicati di origini napoletane specializzati nella truffa porta a porta e denunciati dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Peschiera del Garda, sono questi i nomi utilizzati sui prodotti per confondere i clienti degli autori delle truffe.

I militari stavano seguendo i movimenti della banda da giorni, appostati davanti a un grosso villaggio turistico della costa arilicense dove i componenti del gruppo avevano affittato un bungalow per nascondersi fra i turisti e non destare sospetti: i Carabinieri li hanno bloccati mentre uscivano con le loro auto per cominciare un'altra giornata di lavoro, consistente nella vendita di prodotti contraffatti, totalmente privi di valore.

Il loro campionario andava dai profumi di gran marca, con l’etichetta del prezzo che ne nascondeva abilmente il nome di fantasia molto simile all’originale, agli orologi e gli attrezzi da lavoro con etichetta di prestigio e contenuto made in China, fino a riproduzioni di prestigiosi smartphones di ultima generazione, ovviamente non funzionanti, con tanto di fatture abilmente contraffatte.

La tecnica scoperta dai militari dell’Arma consisteva nel mascherarsi da fattorino di note ditte internazionali di spedizione, indossando false casacche, suonando con un pacco in mano alle abitazioni delle vittime e fingendo di cercare un destinatario inesistente; le persone che aprivano venivano poi abilmente indotte ad acquistare prodotti “di gran marca” dai falsi fattorini, disposti a cedere i prodotti alla metà del loro prezzo pur di non tornare indietro con il pacco non recapitato.

I sette componenti della banda, tutti napoletani tra i 20 e i 45 anni, truffavano prevalentemente anziani e turisti, riuscendo ad ingannare le vittime finchè queste non si accorgevano che le bottigliette dei profumi in realtà contenevano acqua saponata, glismartphones corrispondevano a cloni di bassissima qualità e le fatture riportavano tutte gli stessi numeri seriali.

Per i denunciati è stato richiesta l’emissione del Foglio di Via dal territorio del Comune di Peschiera del Garda.

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