La Jamaica di Sirmione invasa da barche e moto d'acqua

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Articolo pubblicato il 29/07/2017 alle ore 11:19.
La Jamaica di Sirmione invasa da barche e moto d'acqua 4
La Jamaica di Sirmione invasa da barche e moto d'acqua 4

 Non poter fare il bagno per la maleducazione di qualcuno.

Questo sostanzialmente è lo scenario che ogni domenica centinaia di frequentatori della Jamaica Beach - o Punta Grotte - di Sirmione si trovano loro malgrado a dover fronteggiare in un’area del lago che dovrebbe essere dedicata esclusivamente alle attività di balneazione. A rovinare il bagno a numerosi turisti sono imbarcazioni e moto d’acqua che, ironia della sorte, a loro volta sono spesso guidati da altri turisti.
Si potrebbe lamentare che il paradisiaco panorama della Jamaica venga rovinato dalle troppe barche attraccate o che anche un bambino capirebbe che circa cinquanta mezzi in uno spazio così ristretto rendano l’acqua appesantita dagli sversamenti di diossina, ma non sono questi i problemi principali. Il fatto è che questi mezzi possono essere davvero pericolosi per chi fa il bagno.
Sono decine i casi di incidenti che ogni anno coinvolgono bagnanti e imbarcazioni e in alcuni casi gli esiti possono essere drammatici, come nel caso di Franz Wismeth, turista 66enne travolto e ucciso da una «barca pirata» a Lazise, meno di un anno fa.
Cosa prevede la legge

«In generale, le unità da diporto tutte, devono comunque mantenere, durante la navigazione una distanza dalla costa di 300 metri, ridotta a 150 nel golfo di Salò, in quello della Romantica e dalla estremità del promontorio di Sirmione - spiega Roy Daniel Gregori, del 1°Nucleo Mezzi Navali Guardia Costiera Lago di Garda - la velocità massima consentita è di 20 kts durante le ore diurne e 5 kts dopo il tramonto. L’avvicinamento è consentito seguendo una rotta perpendicolare alla costa e la sosta è vietata al di fuori delle aree adibite alla balneazione appositamente segnalate da boe».
Per le moto d’acqua, spesso accusate di sfrecciare troppo veloci fra le teste dei bagnanti, le regole son le stesse: «In alcuni casi - spiega il Maresciallo Gregori -, come a Salò o Moniga, le moto d’acqua sono limitate o addirittura vietate. Per i trasgressori di queste norme è prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa dell’importo da 103 a 516 euro».
Cosa succederà?

Dopo la segnalazione di molti nostri lettori abbiamo verificato e documentato attentamente la situazione. La Guardia Costiera ha ringraziato per la segnalazione e nelle prossime settimane potrebbero esserci ulteriori controlli ma, come sempre, la repressione non basta. A cavalcare gli acquascooter e barche che sfiorano i quaranta cavalli (limite massimo consentito per chi è sprovvisto di patente nautica), come già detto spesso sono turisti. Nella maggior parte dei casi i mezzi sono presi a noleggio dalle numerose attività presenti sulle coste del lago. Nulla di male nel permettere a chi visita il Garda di attraversarlo con un’imbarcazione a motore, sia chiaro. Rimane però abbastanza assurdo che la maleducazione o l’ignoranza di un paio di dozzine di persone determino condizionamenti a centinaia di altri bagnanti. Domenica la punta nord della Jamaica era di fatto impraticabile e molte persone son state costrette a spostarsi ad est, sulla spiaggia antistante alla sponda veronese.
Forse sarebbe opportuno che oltre al classico «Viel Spaß», «Buon divertimento», ai turisti che noleggiano imbarcazioni vengano spiegate le fondamentali norme di sicurezza per la navigazione. Sicuramente accetteranno di buon grado di essere stati messi nelle condizioni di causare brutti incidenti. Perché va bene divertirsi, vanno bene i sorrisi. Ma poi il rimorso per aver causato gravi conseguenze non va in vacanza.

da Garda Week del 14/07/17 (di Alessandro Sahebi) 

In caso di avvicinamento eccessivo di mezzi alle spiagge si può avvertire la Guardia Costiera al  0365 21300

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