Raid contro il bar: aggrediscono il proprietario e devastano il locale

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Articolo pubblicato il 14/09/2017 alle ore 12:39.
Raid contro il bar: aggrediscono il proprietario e devastano il locale 4
Raid contro il bar: aggrediscono il proprietario e devastano il locale 4

Il commissariato di pubblica sicurezza della città ha indagato in stato di libertà quattro giovani, tutti di nazionalità albanese, per i reati di danneggiamento aggravato, lesioni e violenza privata.
I fatti risalgono alla notte del 4 agosto quando sulla linea di emergenza del commissariato sono giunte diverse telefonate che segnalavano una violenta lite all’interno di un noto locale della movida Desenzanese, il Bianca Café di via Nazario Sauro, ubicato nelle vicinanze del lungolago.
All’arrivo delle volanti della Polizia di Stato gli agenti hanno immediatamente constatato che il locale era seriamente danneggiato dagli aggressori e il titolare aveva delle vistose ferite alla testa tali per cui si è reso necessario l’intervento del 118 e il trasporto all’ospedale di Desenzano.
Le prime testimonianze raccolte dagli agenti intervenuti riferivano di quattro soggetti, probabilmente dell’est Europa, che dopo essere entrati nell’esercizio pubblico ed aver avuto atteggiamenti molesti e provocatori nei confronti del titolare, hanno aggredito quest’ultimo colpendolo violentemente, impedendo agli altri presenti di uscire per chiedere aiuto e segnalare l’aggressione e danneggiando il locale con un lancio di bottiglie, bicchieri ed altri oggetti contro le pareti e gli arredi del bar.
Le indagini immediatamente avviate dalla Polizia di Desenzano e partite dalle testimonianze della vittima e degli altri clienti del bar, hanno permesso di individuare i responsabili: tutti di nazionalità albanese. Uno di questi, 26enne, è residente a Desenzano, gli altri rispettivamente di 26, 31 e 35 anni, sono risultati essere residenti in Albania ed in altri comuni d’ Italia.
I successivi accertamenti hanno consentito di verificare che uno degli indagati aveva avuto in passato un rapporto sentimentale con una ex dipendente del locale bersaglio del raid punitivo e pertanto la Polizia ritiene che l’aggressione sia scaturita quale ritorsione per delle pretese di natura economica vantate da quest’ultima a seguito della conclusione del rapporto fra i due.
Le indagini, durate diverse settimane, hanno permesso di individuare tutti i componenti della banda che dovranno affrontare un processo penale con delle pesanti accuse.

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