Genitori non pagano, bimbi esclusi dalla mensa

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Articolo pubblicato il 05/07/2016 alle ore 01:42.
Genitori non pagano, bimbi esclusi dalla mensa 4
Foto di repertorio

Solo pochi anni fa, la decisione del sindaco leghista di Adro di escludere dalla mensa scolastica gli alunni figli di genitori morosi aveva scatenato un dibattito nazionale. Era il 2010, e cercando rapidamente su google si trova ancora un intervento pubblicato sul sito www.pddesenzano.it in cui si faceva riferimento alla vicenda chiedendosi, «in che paese siamo?». Dal 2010 ad oggi, i casi simili si sono moltiplicati, con anche giunte di centrosinistra che hanno compiuto la scelta di togliere il pranzo a chi non paga. Corsico e Vigevano, in provincia di Milano , sono stati casi limite con centinaia di piccoli alunni esclusi. Una scelta sacrosanta, se non si trattasse di bambini inseriti in un contesto con dei coetanei, durante una fase fondamentale della crescita personale, che si ritrovano esclusi per le colpe dei propri genitori.
In questo 2016 anche Desenzano, Comune guidato dalla sindaca Rosa Leso, Partito Democratico, ha compiuto questa scelta. Dieci bambini sono stati sospesi dalla mensa scolastica perché i genitori non hanno pagato i buoni pasto. Una situazione che la stessa sindaca ha precisamente motivato con una risposta scritta all’interrogazione posta dalla consigliera del Movimento Cinque Stelle Luisa Sabbadini. Su 1614 iscritti all’anno scolastico nel 2016, spiega la risposta della prima cittadina, 340 utenti avevano un debito superiore ai 15 euro. A quelli con oltre 50 euro di debito, 112 utenti, è stato inviato un sollecito e trasmesso l’avviso di sospensione dal servizio. Questo ha portato al saldo del debito da parte di cento utenti, i cui alunni sono stati regolarmente serviti. La sindaca ha spiegato poi il procedimento, sicuramente scrupoloso, con il quale ci si è rapportati con i 10 recidivi. Contatti telefonici, sms, solleciti di pagamento con consegna per il tramite della scuola. Ma non hanno sortito effetto. «Un buon numero di utenti sono recidivi - si chiude la risposta della Leso - e comunque in generale non si rilevano situazione di disagio socio-economico, nel qual caso saremmo puntualmente intervenuti con le adeguate forme di sostegno».

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